Parrocchia Santa Maria del Carmelo

Trieste - Gretta

san francesco d'assisi pastore e martire

  

_ _ _Prime Comunioni di domenica 5 maggio alla pagina EVENTI _ Alla pagina EVENTI sono riportati gli articoli e le foto sulla vita in parrocchia_ dei Carmelitani Scalzi e delle Edizioni OCD_Sul sito della Diocesi ci sono le varie informazioni e appuntamenti_ Chiamati a seguire Gesù Cristo più da vicino: alla pagina OCDS, una bella precentazione dell'Ordine a firma della Presidente_Nella nostra parrocchia si possono trovare dei libri,tutti inerenti alla spiritualità carmelitana,che fanno bene alla nostra anima_DORMITORIO PER MIGRANTI E SENZATETTO DELLA CARITAS: Aiutiamo il centro di accoglienza di via S. Anastasio con la nostra offerta che possiamo depositare in chiesa (al centro della chiesa)_

Camminare insieme


Il foglietto parrocchiale è a disposizione all'entrata della chiesa e qui 




 




Domenica 9 giugno 2024



Nel corso della sua missione Gesù ha avuto diverse persone che in vari modi hanno tentato di ostacolarlo. Alcuni sono scontati conoscendo un po' la sua storia: i farisei, i capi del popolo, gli scribi e i romani, anche se questi ultimi hanno avuto solo una funzione di “esecutori” passivi di un progetto di eliminazione da parte dei primi. Ma il racconto del Vangelo non nasconde anche altri “nemici” della missione di Gesù che non ci aspetteremmo: i suoi concittadini di Nazaret che tentano di farlo fuori gettandolo dal monte, i discepoli con le loro continue beghe interne e la loro durezza di testa e di cuore, e anche la sua famiglia. Eh sì, anche la famiglia di Gesù appare come un ostacolo per Gesù. È chiaro che il progetto di vita di Gesù, la sua visione nuova di Dio e della vita religiosa, il suo insegnamento su come funziona il mondo e le relazioni umane sono così nuove e dirompenti che hanno trovato resistenza anche in coloro che gli stavano più vicino e gli volevano bene. Se fosse stato tutto pacifico e senza incomprensioni forse sarebbe stato segno che quel che Gesù veniva a portare in fondo non era così nuovo e trasformante. E' davvero inaspettata la reazione ostile anche della famiglia di Gesù, e anche se abbiamo paura di ammetterlo non possiamo tirare fuori la madre di Gesù dalla memoria che ne fa l'evangelista Marco. Gesù raduna molta gente, predica un nuovo legame con Dio, che chiama Padre, e una fraternità che supera i legami di sangue. In quel contesto culturale e religioso dove il legame di sangue è più forte di tutto, e tutta la società è regolata dai legami parentali, quello che dice e fa Gesù appare davvero come una pazzia e segno che è “fuori di testa”. Questo è quello che pensa la sua famiglia, che non comprendendo appieno ancora il messaggio rinnovatore di Gesù, è venuta a prenderlo per riportalo sui binari della “normalità”. Pazzia e possessione demoniaca sono la stessa cosa in quel periodo, per questo i capi del popolo pensano davvero che Gesù sia posseduto e che sia da eliminare come pericolo per la società e la religione. Davvero non ci aspettavamo forse questo ritratto “negativo” della famiglia di Gesù e nemmeno questo apparente ritratto negativo di Maria stessa. Ma è proprio a partire dalle parole finali di Gesù (“chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre”) che la sua famiglia e prima di tutto Maria, sua madre, assumono una luce nuova e più vera. Maria con il suo “eccomi... avvenga in me quel che hai detto” rivolto all'angelo nella annunciazione, diventa madre di Gesù (e “madre di Dio” così come la definisce la Chiesa) in virtù dell'ascolto prima ancora che del legame di sangue. Maria è proprio la prima componente della famiglia di Gesù che supera i confini delle etnie, degli stati, delle condizioni sociali, delle capacità mentali e delle abilità, per far si che il vero legame è quello del “fare la volontà di Dio” così come Gesù ha insegnato. Nemmeno i legami nella stessa religione sono più forti, specialmente quando sono visti come barriere culturali che separano e chiudono i gruppi etnici e culturali tra loro. Ho più legami di fede con un non battezzato che ama il prossimo come insegna Gesù, che con uno battezzato e che si dichiara cristiano ma che ha ridotto la sua fede in una facciata culturale e ha dimenticato il Vangelo vissuto. Eppure non vogliamo smettere di credere che ascoltando le parole di Gesù e vivendo il Vangelo, la “pazzia” appare come “nuova vita” e diventiamo anche collaboratori del nuovo mondo inaugurato dal “pazzo” Gesù.

Esegesi (Mc 3, 21)

Chi diceva che Gesù era fuori di sé?
La missione di recupero da parte dei familiari di Gesù è pienamente comprensibile nell’ottica della mentalità antica secondo cui i parenti devono tutelare l’onore e la rispettabilità del clan nel caso in cui qualcuno dei suoi membri li metta a repentaglio. Il problema qui è capire se il soggetto della frase: «Dicevano infatti: È fuori di sé» sia lo stesso di quella precedente, cioè i familiari. Da un punto di vista sintattico questa sarebbe la soluzione più semplice, ma non la più logica. Noi sappiamo dal vangelo di Giovanni che i familiari di Gesù erano scettici nei suoi confronti (cfr. Gv 7,5), ma non dovremmo farci condizionare nel giudizio su Marco da un altro testo. Se essere fuori di sé è da mettere in relazione con l’essere posseduto da Beelzebul (v. 22), allora a mettere in giro le voci sulla pazzia di Gesù sarebbero da intendere le autorità religiose, così che dovremmo intendere queste come soggetto logico della frase precedente, con un’acrobazia sintattica non indifferente. Un buon espediente potrebbe essere intendere il verbo «dicevano» in forma impersonale, cioè con il senso di «si diceva», ma purtroppo Marco non offre esempi chiari di quest’uso.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA
 
• Molti santi sono stati presi per pazzi, anche Don Bosco. Pare che chi si impegna con semplicità e fedeltà a fare la volontà di Dio trovi sempre avversari e spettatori che lo considerano stupido o pazzo. A voi è capitato?
• Qui Gesù viene tacciato di essere alleato dei demòni. In tutta la storia ci sono anche uomini posseduti dal male, che spargono falsità e violenze, i quali si presentano come messia. Lo Spirito ci aiuta a riconoscerli e a evitarli.
• I familiari pretendono che Gesù vada loro incontro. Gesù si muove sempre per primo verso chi ha bisogno di essere salvato, ma non si sposta di un millimetro verso chi pretende che lui cambi idee e modo di agire.
• Le parole di Gesù e la sua morte e risurrezione non ci permettono nessun dubbio sulla sua infinita misericordia. Chiediamo il dono dello Spirito che ci tenga sempre sulla strada della conversione.

GREST 2024


Inizia lunedì 10 giugno l’avventura del Grest 2024. 110 ragazzi, 35 animatori, 8 educatori, si cimenteranno in una esperienza che, ne siamo certi, inciderà nella vita di tutti i partecipanti. Lo slogan che riassume il Grest è: Viavai: mi indicherai il sentiero della vita, e porta con sé tutte le domande fondamentali della vita, così come quelle che nasceranno mettendosi in cammino insieme. L’estate 2024 desidera essere l’occasione per prenderci per mano ed educarci a camminare, a scoprire il valore di una quotidianità vissuta a passo d’uomo. Il cammino, infatti, costituisce uno dei paradigmi più utilizzati per narrare l’esperienza umana: la vita dell’uomo è sempre cammino attraverso la realtà dentro la quale tutto capita, scopriamo e sopportiamo, progettiamo e realizziamo, spinti da qualcosa, in compagnia di altri. Ci sentiamo pellegrini in cerca di brandelli di felicità, e in mezzo al viavai del nostro esistere, cerchiamo Qualcuno che ci indichi il cammino della vita, quella piena. È questa avventura itinerante che ci consente di essere, diventare e rimanere uomini e donne maturando una profonda conoscenza di noi stessi e di Dio. Siamo tutti chiamati a rispondere alla nostra vocazione di bipedi, non stanziali riconoscendo i nostri punti di partenza e di arrivo, scoprendoli grazie a guide e compagni del nostro percorrere a piedi il mondo e la storia.

La vita in Parrocchia:
Alla pagina EVENTI vengono riportati articoli e foto della vita in parrocchia
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GIORNATA PER LA CARITA' DEL PAPA
In questa domenica celebriamo la giornata per la carità del Papa (chiamata anche Obolo di S. Pietro). Tradizionalmente fissata nel giorno dei santi Pietro e Paolo, quest’anno viene anticipata qui da noi per poter consegnare al Papa quando sarà a Trieste il 7 luglio, la nostra concreta partecipazione per la sua carità. Grazie al sostegno dei fedeli di tutto il mondo, il Santo Padre si rende concretamente vicino a quanti sono in difficoltà in ogni parte della terra. «Aiuta il Papa ad aiutare». Tante volte abbiamo avuto notizia di iniziative caritative del Vescovo di Roma: attraverso un aiuto economico concreto, l’acquisto e l’invio di attrezzature mediche, medicinali e generi di prima necessità, il Papa si rende presente nelle situazioni più difficili in ogni parte del mondo. È una missione che non ha confini ed è continuamente sollecitata da nuove urgenze. Le guerre, le carestie, la povertà e la fame, i movimenti migratori, le emergenze climatiche: tante sono le richieste che arrivano al Vescovo di Roma. Ed è grazie all’Obolo di San Pietro che il Papa può rispondere con cuore di padre alle tante necessità. L’Obolo di San Pietro è un’offerta che può essere di piccola entità ma ha un grande valore simbolico: manifesta infatti il senso di appartenenza alla Chiesa e amore e fiducia per il Vescovo di Roma, che presiede tutte le Chiese nella carità. Chi dona all’Obolo non solo aiuta il Papa ad aiutare chi soffre, ma partecipa alla sua missione di annuncio del Vangelo in tutto il mondo e collabora a far giungere la sua voce e il suo messaggio negli angoli più remoti della terra attraverso la radio, la televisione e il web. Inoltre coopera al servizio che il Papa dà alle Chiese locali attraverso i dicasteri della Santa Sede e la rete dei Nunzi Apostolici, suoi rappresentanti nel mondo, sostenendo le iniziative volte alla promozione dello sviluppo umano integrale, dell’educazione, della pace, della giustizia e della fratellanza fra i popoli.


AVVISI

1. Da questa settimana è sospesa l’adorazione eucaristica del giovedì, riprenderà in settembre. 2. La S. Vincenzo avvisa che nei mesi di luglio e agosto non riceverà indumenti o altre cose. Pertanto chiediamo di non depositare nulla fuori della chiesa o in altri posti, ma di aspettare il mese di settembre. Inoltre si fa presente che quanto si porta dev’essere in buono stato perché indumenti sporchi o cose rotte non sono gesto di carità ma mancanza di rispetto! 3. Per tutto il tempo estivo gli orari delle celebrazioni in chiesa rimarranno invariati.
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Preghiera in preparazione alla venuta di Papa Francesco a Trieste il 7 luglio 2024  

Padre di infinita Misericordia, custodisci la chiesa di Trieste nella gioia del Vangelo e in comunione con il Papa.
Gesù, Figlio di Dio, rendici testimoni coraggiosi dell’Amore del Padre, generosi operatori di giustizia e di pace perché ogni persona possa sentirsi accolta e amata.
Spirito Santo sostieni Papa Francesco nel suo ministero e donaci di prepararci ad accoglierlo con fede viva.
A te, Dio, ogni onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen
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La S. Vincenzo di Gretta

 La S. Vincenzo ricorda ancora una volta di non depositare gli indumenti sotto il portico o in chiesa, ma di portarli negli orari di apertura, cioè dalle ore 17.00 alle ore 19.00 di martedì, mercoledì, giovedì.


Orari  SS. Messe

Feriali

7:00 - 8:30 - 18:00

Festivi

7:30 - 9:00 - 11:00 - 19:00

Preghiamo insieme

Vi invitiamo a fare click sull' immagine sottostante per pregare insieme a noi.



Grest

"Sarebbe bello se lo facessimo anche noi". Sono le parole di un gruppetto di ragazzi che, qualche anno fa, seguivano con meraviglia i canti ed i balli del Grest. Proposti quasi per caso hanno segnato l'inizio di una svolta, di un nuovo modo di vivere l'estate, ... 
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Cenni storici
La prima chiesa dedicata a Maria Decor Carmeli, ricavata da un ambiente della Casa religiosa dei Carmelitani, è stata aperta al culto il 7 novembre 1937...

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Camminare insieme

Il foglietto parrocchiale è a disposizione all'entrata della chiesa e qui 


Il domenicale di 

San Giusto:


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