
Tra i farisei, alcuni dicevano: "Tutte le leggi hanno lo stesso valore, siano grandi che piccole, perché tutte vengono da Dio. Non ci compete introdurre distinzioni nelle cose di Dio". Altri dicevano: "Alcune leggi sono più importanti di altre e, per questo, obbligano di più!" I farisei vogliono sapere qual è l'opinione di Gesù su questo tema polemico.
Prima di vedere la risposta di Gesù, ci richiamiamo anche noi il testo originale di Deuteronomio: “Ascolta Israele, il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai…” (come anche riportato nel più antico testo di Marco 12,29ss). Prima delle opere di carità viene l’amore verso Dio e prima ancora di questo, e a fondamento di questo, c’è l’ascolto.
Ma ascolto-accoglienza di che cosa? Ascolto di ciò che Dio per primo ha fatto per noi: un’opera di salvezza, di liberazione, di predilezione nei nostri riguardi. Si può al riguardo fare un altro passo indietro, al testo di Esodo (20,2), che fa da incipit al Decalogo: “Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile: Non avrai altri dèi di fronte a Me…”.
All’origine del nostro amore fraterno, del nostro amore per il Signore, e che motiva il nostro ascolto, vi è l’amore di Dio per noi: un amore che ha dato prova di Sé, liberando dalla schiavitù, che ci ha dato la vita, ci ha riscattati dal peccato col Suo sangue, ci ha donato il Suo Spirito, rendendoci Suoi figli, ci ha donato una Chiesa.
Dice l’evangelista Giovanni (4,19): “Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo”; poi continuando (4,20b): “Chi non ama il fratello che vede, non può amare Dio che non vede”. L’autenticità della nostra carità fraterna rivela quella del nostro amore per Dio. Questo muove quella, ma senza quella, anche quest’ultimo risulta falso, inconsistente.
A sua volta, le opere di carità, viene l’amore verso lil prossimo: non basta fare del bene (che comunque è già qualcosa), ma siamo chiamati a farlo con amore, mossi da carità. Prima della beneficenza c’è la benevolenza. Una carità che prima si è conosciuta, sperimentata, respirata da Dio, e quindi si è espressa fattivamente verso il prossimo (partendo dai più vicini: marito-moglie, figli-genitori, fratelli, parenti, amici, colleghi, sconosciuti). Una carità che, come ben descrive l’Apostolo è magnanima, benevola, non è invidiosa, non si vanta (non mira a farsi notare) non manca di rispetto, né cerca il proprio interesse (“cosa ci guadagno?”), non tiene conto del male ricevuto (la santa dimenticanza degli sgarri patiti) 1 Corinzi 13,1-8a.
Come anche declina bene Santa Teresina, la carità accende di fantasiosa premura le nostre iniziative verso il prossimo, spesso anticipando le richieste, intuendo il bisogno, sostituendo in un servizio noioso e poco riconosciuto, trattenendo l’impulso di rispondere per le rime o di serbare rancore, prestando ascolto, e sapendo riconoscere con gioia le virtù e i meriti altrui, accogliendo ingratitudini e freddezze, non avvelenando con stizza e recriminazione il bene compiuto, non lamentandosi di questa o quella circostanza ma offrendole al Signore con animo lieto di potergli contraccambiare un grammo del troppo grande amore con cui Egli ci ha amati.
Com’è bello essere “ingaggiati” non solo ricevendo, ma anche donando amore! È coronamento del bene ricevuto, un respirare l’amore sperimentato: inspiro la benevolenza di Dio ed espiro benevolenza verso gli altri..
Avviso
| La santa messa di domenica sera, 1 Novembre, è anticipata alle ore 18.30 e seguirà un momento di adorazione eucaristica coi giovani (19.30).
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| | In Diocesi
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| Pellegrinaggio del Clero diocesano in Armenia e in Georgia (dal 18 al 24 ottobre 2026), il Vescovo Mons. Enrico Trevisi sta guidando il Pellegrinaggio del Clero diocesano in Armenia e in Georgia.
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| Santa Messa di inizio Anno Accademico
Mercoledì 28 ottobre 2026, alle ore 19.00, nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo (in via di Cologna 59), il Vescovo presiederà la Santa Messa di inizio Anno Accademico per tutti gli studenti, docenti e personale dell'Università degli Studi di Trieste.
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Accogliendo San Carlo Acutis a Trieste
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Si conclude il mese di ottobre, mese dedicato al Santo Rosario, nel migliore dei modi: venerdì 30, al Santuario di Monte Grisa sarano ospitate le reliquie di san Carlo Acutis (1991-2006); ci sarà il collegamento radiofonico con Radio Maria e la recita del Rosario, definito da Carlo “la scala più corta per salire in Cielo”.
Quale via più efficace per amare i Santi (Domenica 1° novembre), che quella di conoscerne la vita e cercare di imitare il loro amore per Dio e per il prossimo?
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CONOSCERE I SANTI 
| Ci avviciniamo alla solennità di Tutti i Santi. E’ doverosa una riflessione. È un pensiero bellissimo e profondo: conoscere la vita dei Santi significa scoprire storie straordinarie di umanità, coraggio e fede, trasformandoli da semplici figure su un'immaginetta a veri e propri compagni di viaggio. Pregarli senza approfondire la loro storia ci fa perdere la ricchezza del loro vissuto, fatto spesso di dubbi, fatiche e scelte controcorrente. Ecco perché i santi non solo si pregano ma si conoscono soprattutto attraverso i loro scritti e opere, alcuni di altissimo valore. Prendiamo l’esempio dei Santi Carmelitani: che ricchezza di dottrina e di vita c’è in loro. Allora perché non accostarsi ai loro scritti? Non solo li ameremmo di più ma ci aiuterebbero ad essere cristiani più autentici e veri in questo nostro tempo.
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| | Raccolti attorno al Dio vivente | 
| Mentre altri scimmiottano scheletri, mostri e streghe, cantano alla morte: “Con gesti e con parole, ritenendola amica si consumano per essa e con essa concludono alleanza, perché son degni di appartenerle” (Sap 1,16), il cristiano ama e adora il Signore, Dio dei vivi, non dei morti.
Domenica prossima, 1° Novembre (alle ore 19.30), vivremo un momento di adorazione eucaristica meditato, animato dai nostri ragazzi.
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FAR CELEBRARE UNA MESSA
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| La Messa è la più grande e bella preghiera che noi possiamo far celebrare ai sacerdoti per le nostre intenzioni. Si tratta di un atto di fede nella forza dell’offerta di Cristo al Padre. In ogni Messa noi offriamo le nostre intenzioni di preghiera, le nostre richieste, i nostri ringraziamenti nella preghiera perfetta di Cristo.
PERCHE’?
• Per dire grazie. Rendere grazie a Dio per un evento felice nella tua famiglia, una grazia ottenuta, un anniversario di nascita o di matrimonio ….
• Per un’intenzione particolare. Per la pace nel mondo, per un amico in difficoltà, per le vocazioni, per la società …
• Per una vicinanza. Chiedere l’aiuto a Dio di accompagnarci nei momenti importanti o difficili della nostra vita.
• Per i nostri defunti. Affidare i nostri cari defunti alla misericordia di Dio per l’intercessione della chiesa.
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AIUTATECI !
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| Tre volte alla settimana distribuiamo generi alimentari per le famiglie o per le persone in difficoltà. I volontari della nostra S. Vincenzo vengono a contatto con tante realtà di sofferenza, di bisogno e spesso di solitudine ed emarginazione. Ma il più delle volte vengono richiesti generi alimentari per vivere. Aiutaci ad aiutare!
Necessitiamo di: - zucchero - riso - caffè
- tonno in scatola - legumi in scatola - passata di pomodoro
- olio di oliva - olio di semi - biscotti - detersivo per lavatrice - ammorbidente – shampoo – articoli per igiene personale.
Se vuoi contribuire porta in chiesa quanto il tuo cuore ti suggerisce. Grazie.
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