
Alla domanda di Pietro «Signore, quante volte dovrò perdonare a mio fratello se pecca contro di me?», Gesù risponde che il perdono cristiano è senza limiti («Settanta volte sette»), perché è unicamente il perdono senza limiti che assomiglia al perdono di Dio. È dal perdono di Dio che discende il nostro perdono verso il prossimo. Il perdono di Dio è il motivo e la misura del perdono fraterno. Dobbiamo perdonare senza misura, perché Dio ci ha già fatti oggetto di un perdono senza misura. È dalla gratuità del dono di Dio che nasce il perdono. Il perdono fraterno è conseguenza del perdono di Dio, ne è la risposta. Per capire il perdono devi dunque guardare in alto. Ma devi anche guardare nella profondità dell'uomo: non c'è amicizia senza perdono, né famiglia, né fraternità, né pace. Il perdono è necessario per vivere e relazionarsi, a tutti i livelli.
Il contrasto tra i due quadri della parabola non ha come scopo principale quello di far vedere la diversità del comportamento di Dio nei confronti di un uomo che sa perdonare e nei confronti di un uomo incapace di perdonare. Intende piuttosto far vedere quanto sia degno di condanna il servo che non perdona dal momento che egli fu per primo perdonato.
Il servo è condannato perché tiene il perdono per sé, e non permette che il perdono ricevuto diventi gioia e perdono anche per gli altri. L'errore del servo è quello di separare il rapporto con Dio dal rapporto col prossimo. E invece è un rapporto unico: come fra Dio e l'uomo c'è un rapporto di gratuità, di amore discendente e accogliente, così deve essere fra l'uomo e i suoi fratelli.
La parabola del servo e del padrone – che stiamo leggendo – offre un messaggio praticabile? Certo la parabola non intende indicare una norma generale. Rivela anzitutto come Dio si pone davanti all'uomo. E sorprende che non si dica come ci si debba, a propria volta, porre davanti a Dio, ma si dica soltanto come porsi davanti al fratello. Probabilmente la parabola vuole sottolineare che l'amore di Dio non è anzitutto circolare, ma espansivo. È nella linea della gratuità, non della stretta reciprocità. Dio non si lascia rinchiudere nella stretta reciprocità. E, dunque, chi crede in Dio e parla di Dio, deve allargare lo spazio del perdono, non della ferrea giustizia. Della ferrea giustizia parlano già altri. Non è il caso di unirsi al coro! (B. M.).
| Le 10 Parole di vita
(i 10 comandamenti)
LE “10 PAROLE” PER VIVERE VIVI

| Frequento già la Chiesa e ho una vita spirituale impegnata, ......ma…
Ormai dalla cresima, o quasi, sono abbastanza lontano da sacramenti, chiese, ecc., perché mi ha tutto abbastanza deluso, annoiato, poco coinvolto/a, \ ......ma…
Non penso faccia per me tutta quella serie di regole, divieti, imposizioni (che poi gli stessi credenti non mettono in pratica): la mia vita è già piena di impegni, ......eppure…
... Avverto in me un senso di non pienezza
Manca qualcosa ma non saprei bene dire che cosa
Il percorso delle 10 Parole, è un percorso di (ri)scoperta della propria fede, a partire proprio dal Decalogo (i Comandamenti di Mosè), che forse non abbiamo mai ben capito di cosa si trattasse, perché ci riguardi da vicino
COS’HA A CHE FARE CON LA MIA VITA UN INSIEME DI COMANDI SCRITTI 3000 ANNI FA?
È adatto a tutti:
A chi è curioso e vuole avvicinarsi alla fede, ma non sa da dove iniziare. A chi si è allontanato o si sente lontano e vuole provare a ricucire (forse, non ho capito proprio tutto della fede). A chi è già in viaggio, ma vorrebbe mettere un po’ di ordine nella sua vita e andare in profondità (no andare a fondo…) A chi si porta dietro ferite e nodi irrisolti della vita, dalla famiglia, dal proprio passato e vorrebbe avere un po’ di luce e consolazione. A chi è stanco del suo stesso malumore, che si trascina la vita un po’ rassegnato, e gli piacerebbe tornare a respirare. A chi ha tante obiezioni e poco tempo, ma “chi ha il tempo? Ma se non ce lo prendiamo mai il tempo, quando mai lo avremo il tempo?” (diceva un tale) DOVE E QUANDO?
A Trieste – Chiesa di Santa Maria del Carmelo (via Ascoli 2)
A partire dal 3 settembre 2026, ogni giovedì sera dalle 21.00 alle 22.00
APERTO A TUTTI
dai 17 anni in su; Guidati da p. Angelo, p. Andrea e alcuni amici laici.
| Nessuna iscrizione VIENI E VEDI. E, SE TI PRENDE, RITORNI! |
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| | Ricordando il nostro Diacono Giovanni Leita a 10 anni dalla sua scomparsa
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| | Ogni vocazione è un servizio prezioso per la Chiesa per questo con immensa gratitudine il 19 settembre ricordiamo, a 10 anni dal suo ritorno alla casa del Padre, il diacono Giovanni Leita, che ha svolto il suo servizio alla Chiesa con disponibilità e carità principalmente nella nostra parrocchia finché la salute glielo ha permesso.
A pochi giorni dalla sua ordinazione, avvenuta il 4 maggio del 2000, in un'intervista aveva ribadito quanto “Dio fosse stato fedele con lui perché su ognuno Egli ha un suo disegno”; nella sua vita infatti aveva incontrato gioie, ma anche difficoltà, sofferenze, delusioni, ma Dio non aveva mai permesso che queste lo allontanassero dalla Chiesa, anzi ad un certo punto l'aveva chiamato a lavorare nella sua vigna, prima come catechista e poi come diacono, supportato in tali scelte dalla moglie e dalla famiglia. C'è ancora chi lo ricorda quando con alba e stola bianca passava di casa in casa per la benedizione delle case senza farsi scoraggiare da difficoltà o stanchezza, quando era presente nella Liturgia o quando instancabile svolgeva il suo servizio presso il cimitero. L'eredità che continua a lasciarci è la sua convinzione profonda che l'essere fedeli alla Chiesa e affidarsi ad essa ricorrendo ai sacramenti, alla preghiera, alla Parola di Dio è l'unica via che porta alla serenità e al senso della vita.
Tra le parole a lui care c'era questo versetto che sintetizza il suo essere cristiano, oltre che diacono: “Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola al servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio, perché in tutto venga glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo”.(I Pt. 4,10.11b)
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FAR CELEBRARE UNA MESSA
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| La Messa è la più grande e bella preghiera che noi possiamo far celebrare ai sacerdoti per le nostre intenzioni. Si tratta di un atto di fede nella forza dell’offerta di Cristo al Padre. In ogni Messa noi offriamo le nostre intenzioni di preghiera, le nostre richieste, i nostri ringraziamenti nella preghiera perfetta di Cristo.
PERCHE’?
• Per dire grazie. Rendere grazie a Dio per un evento felice nella tua famiglia, una grazia ottenuta, un anniversario di nascita o di matrimonio ….
• Per un’intenzione particolare. Per la pace nel mondo, per un amico in difficoltà, per le vocazioni, per la società …
• Per una vicinanza. Chiedere l’aiuto a Dio di accompagnarci nei momenti importanti o difficili della nostra vita.
• Per i nostri defunti. Affidare i nostri cari defunti alla misericordia di Dio per l’intercessione della chiesa.
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AIUTATECI !
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| Tre volte alla settimana distribuiamo generi alimentari per le famiglie o per le persone in difficoltà. I volontari della nostra S. Vincenzo vengono a contatto con tante realtà di sofferenza, di bisogno e spesso di solitudine ed emarginazione. Ma il più delle volte vengono richiesti generi alimentari per vivere. Aiutaci ad aiutare!
Necessitiamo di: - zucchero - riso - caffè
- tonno in scatola - legumi in scatola - passata di pomodoro
- olio di oliva - olio di semi - biscotti - detersivo per lavatrice - ammorbidente – shampoo – articoli per igiene personale.
Se vuoi contribuire porta in chiesa quanto il tuo cuore ti suggerisce. Grazie.
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